Stampa questo articolo


APPROFONDIMENTI

(a cura del Dott. Carlo Ragazzi)

L’OCT

Una recente tecnica diagnostica per molte patologie oculari è la Tomografia a Coerenza Ottica o OCT. Senza l’utilizzo di mezzi di contrasto, permette, con l’uso del laser ad infrarossi innocuo, di ricostruire l’anatomia della retina nella regione maculare. Il computer trasforma le informazioni ottenute in un’immagine su schermo consentendo esame della retina senza effettuare alcun prelievo sul paziente.
Quando si richiede un OCT
  • Questo tipo di esame è adatto alle patologie che coinvolgono la macula e che si manifestano con un’alterazione della qualità (visione distorta, macchia scura fissa centrale) e della quantità della vista (dalla semplice riduzione fino alla scomparsa della visione centrale).
  • Le più frequenti patologie che determinano il deterioramento della visione centrale sono rappresentate essenzialmente dal diabete, dalla miopia degenerativa, dalla degenerazione maculare legata all’età e dalle cosiddette malattie dell’interfaccia vitreoretinica (membrane epiretiniche, foro maculare, schisi vitreoretiniche, etc.).
  • L’OCT permette di fornire diagnosi, anche precoci, consentendo quindi di selezionare i casi più a rischio e seguirli con particolare attenzione fornendo la terapia più idonea.
  • E’ inoltre possibile effettuare la misurazione dello spessore o definire la grandezza di una lesione e controllarla nel tempo. Si può cosi controllare, in modo del tutto non invasivo e senza fastidio, la risposta terapica ad edema, la stabilità del foro maculare è stabile le condizioni della retina maculare dopo un intervento per distacco.

  • Le molteplici applicazioni dell’OCT
    L’OCT è insostituibile in tutte le patologie che si associano all’edema della regione maculare, come nella retinopatia diabetica, nelle forme vascolari trombotiche e nelle neovascolarizzazioni della coroide, in taluni casi completando le informazioni fornite dalla fluorangiografia retinica.
    I vantaggi:
    L’OCT offre la possibilità di effettuare un esame:
  • non invasivo
  • facilmente ripetibile
  • non dannoso
  • molto preciso nella diagnosi anche precoce di tutte le patologie retiniche coinvolgenti la macula.

  • L’OCT oltre ad essere uno straordinario strumento diagnostico rappresenta un valido supporto di prevenzione.

    BACK

    La prevenzione

    Potrebbe sembrare un’esagerazione ma la prevenzione in oculistica comincia fin dall’età prenatale. O anche prima del concepimento se consideriamo la prevenzione delle malattie ereditarie che si esegue con metodi che indagano la possibile presenza nei genitori di geni che potrebbero dar luogo alla malattia ricercata. Con una visita medica durante la gravidanza è possibile evidenziare la comparsa di infezioni che possono condurre a malformazioni dell’apparato visivo quale, ad esempio, l’infezione da rubeola. Con l’amniocentesi si possono scoprire anomalie che possono essere associate a malattie dell’apparato visivo. L’ecografia invece, soprattutto quella “morfologica”, può documentare il corretto sviluppo degli organi che compongono l’apparato visivo ed i propri annessi. Dopo la nascita è invece importante seguire la corretta evoluzione delle funzioni visive. Anomalie nei movimenti oculari, diversità del colore degli occhi (eterocromie), oppure il colore non nero della pupilla (leucocoria), oppure ancora le differenze tra i due occhi nella capacità di identificare oggetti di piccole dimensioni e familiari al bambino, sono condizioni che impongono una valutazione oculistica approfondita. Nella prima infanzia è fondamentale il precoce intervento correttivo dei difetti refrattivi importanti (miopia, astigmatismo, ipermetropia. Ciò consente di prevenire l’ambliopia, che è una condizione di scarsa precisione della visione praticamente irreversibile dopo i sei anni di età. Il periodo scolare può manifestare la comparsa di sintomi astenopeici (cefalea, arrossamento degli occhi, bruciori, prurito, orzaioli) che potrebbero essere la spia di difetti visivi che è opportuno evidenziare e correggere. Per le patologie che riguardano l’adulto oggi la tecnologia avanzata ha messo a disposizione apparecchiature sofisticate e affidabili in grado di effettuare diagnosi precoci di molte patologie tra le quali, solo per citare le più invalidanti, la degenerazione maculare ed il glaucoma. Già disponibile la tecnologia OCT (Optical Coherence Tomography) con il nuovissimo sistema di acquisizione “Fourier” che permette di avere una risoluzione molto superiore e tempi di esecuzione molto minori di quanto si possa ottenere ora con gli attuali OCT a scansione elettromeccanica. Grazie alla tomografia OCT si possono diagnosticare precocemente patologie retiniche maculari e del nervo ottico (tra cui le più diffuse degenerazioni maculari ed il glaucoma).Le diagnosi precoci di queste malattie permettono di prevenire, quasi sempre, i gravi danni visivi che possono condurre anche alla cecità assoluta. A Lecco la prevenzione in oculistica è già una realtà consolidata, infatti, presso la clinica oculistica “CENTRO VISIONE LARIANO” in Piazza Affari 7 personale preparato e qualificato, utilizzando strumenti di ultimissima generazione, è in grado di valutare patologie neonatali e dell’età prescolare, anche con esami specifici per bambini, quali la visita nei casi di sospetta condizione patologica dei primi anni di vita o lo screening ortottico per evidenziare patologie latenti. Inoltre vengono eseguiti esami specifici per la valutazione refrattiva dopo i sei anni di età e la diagnostica strumentale ad alta definizione per il glaucoma e le degenerazioni maculari tipiche dell’età adulta.

    BACK

    Quando un trattamento asferico?

    Gli algoritmi a tuttoggi utilizzati dai normali laser ad eccimeri per guidare l'ablazione corneale durante la correzione delle componenti miopiche portano ad una riduzione dell'asfericità fisiologica della superficie corneale. La conseguenza è una maggiore difficoltà nella visione per vicino che si manifesta in maniera fastidiosa dopo il trattamento. Attualmente si ritiene che questo problema si manifesti sensibilmente per le correzioni superiori alle 4 diottrie. Ciò significa che ogniqualvolta ci accingiamo a correggere con il laser miopie di grado medio e medio-elevato induciamo una trasformazione patologica del profilo corneale e dobbiamo attenderci che il nostro "paziente" ci potrà riferire che vede bene lontano, ma che fatica a leggere, si stanca al computer o in ogni altra applicazione che richieda precisione alla distanza dai 30 ai 60 cm. circa. Il nuovo laser Z-100 di B&L permette di riprogettare il profilo di ablazione creando l'asfericità ottimale per quel determinato trattamento previsto dall'operatore, senza che dobbiamo preoccuparci di intervenire sulla macchina con calcoli o valutazioni ulteriori diverse dalla corretta valutazione della refrazione (cioè quello che eseguiamo sempre prima di ogni trattamento laser). Il risultato è quello di avere soggetti che si affaticano meno: le difficoltà ed i conseguenti disturbi alla lettura che spesso in passato abbiamo sentito lamentare e abbiamo attribuito a ipercorrezioni o incompleta crescita dell'epitelio centrale non costituiscono più fonte di insoddisfazione del nostro intervento.

    BACK

    Il laser per il glaucoma

    Il trattamento laser per il glaucoma si è dimostrato efficace nel riportare a valori terapeutici la pressione intraoculare laddove la terapia medica era insufficiente. Altrettanto efficace si è dimostrato nel ridurre, o addirittura eliminare, la quantità dei farmaci.

    BACK

    Lenti intraoculari

    I soggetti con miopie elevate che non possono sottoporsi alla chirurgia refrattiva possono trovare una valida alternativa con l'impianto di lenti intraoculari fachiche.

    BACK

    La blefaroplastica estetica

    Praticata da moltianni sia da chirurghi plastici che da chirurghi oculisti è considerata una procedura sicura.Viene eseguita in ambiente chirurgico idoneo con tecniche di anestesia locale, spesso "assistita" con utilizzo di farmaci ad effetto ipnotico-sedativo. La procedura è indolore, ambulatoriale. Può essere eseguita a vari livelli di profondità condizionanti un effetto estetico più o meno importante che viene normalmente discusso con il chirurgo. A diversi piani corrispondono anche più o meno importanti tempi operatori e di recupero estetico: si va dall'ecchimosi all'edema palpebrale, di vario grado, alla necessità di osservazione in ambiente domestico, con le opportune istruzioni, nelle prime 24h. Normalmente si è "presentabili" da un minimo di 24-48 ore con scarsi segni dell'intervento, a tempi che possono raggiungere anche gli 8-10 gg. in relazione alla profondità dell'intervento e all'estensione limitata alle sole palpebre superiori in modo superficiale fino a trattamenti sulle palpebre superiori e inferiori contemporaneamente ed in modo profondo. I risultati finali sono buoni sia che venga utilizzato il laser a CO2, il bisturi a radiofrequenza o la tecnica chirurgica manuale. Normalmente le suture, molto sottili e poco visibili vengono rimosse in V^ -VIII^ giornata. E' importante evitare l'esposizione diretta ai raggi U.V. per i primi mesi dopo l'intervento per evitare aspetti evidenti delle linee di cicatrizzazione. Le vie di accesso per le palpebre superiori sono praticamente inevidenti ad occhi aperti; con gli occhi chiusi si può notare una fine linea cicatriziale più o meno intensa a secondo della tecnica, materiale utilizzato, cure postoperatorie e reattività individuale. Per le palpebre inferiori la via preferita non è attraverso la cute, ma interna e pertanto inevidente; qualora si scelga la via cutanea, per eccesso di cute, è molto importante una corretta misura e posizionamento dell'accesso (parallelo e vicino alla linea delle ciglia) per evitare inestetismi postoperatori.

    BACK

    Quali alternative al laser

    Per i difetti refrattivi non correggibili con il laser a eccimeri si può ricorrere ad altre soluzioni. Per le ametropie elevate ci sono le lenti intraoculari che possono essere aggiunte al nostro cristallino naturale (lenti fachiche) oppure sostituirlo integralmente. Un tempo la scelta di lente fachica - lens exchange - era gravata dal notevole danno della riduzione della capacità accomodativa (in poche parole occorrevano gli occhiali per leggere); ora, con le lenti pseudoaccomodative, si può essere in grado di leggere e guidare l'automobile senza occhiali. La tecnica di inserimento della lente intraoculare prevede un intervento chirurgico ambulatoriale assolutamente indolore, che viene eseguito con anestesia topica - cioè senza "iniezione", ma con l'uso di colliri anestetici. La procedura, ben codificata, deve essere eseguita in ambiente idoneo a garantire rigorose condizioni di asepsi, meglio se in strutture protette (cliniche od ospedali). Il recupero funzionale è molto rapido, solitamente meno di 24 ore, e decorre in assenza di sintomi (indolore) contrariamente a quanto può accadere dopo un trattamento laser con tecniche di superficie (PRK, LASEK, EPILASIK). I recenti studi retrospettivi su casistiche ampie hanno dimostrato che il timore di complicazioni retiniche nella miopia elevata non ha ragione di essere dal momento che, laddove la procedura sia condotta con tecnica corretta, non vi è significativo aumento del rischio di distacco di retina di quanto si abbia in assenza di chirurgia.

    BACK

    zyoptix.com

    info@centrovisione.org

    Copyright © 2008 Centro Visione Lariano S.r.l. P.Iva 02794440160 | privacy policy | note legali
    Designed by ClaudioReddi for CVL
    http://www.centrovisione.org